Che ansia!

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo fatto l’esclamazione contenuta nel titolo.

Chi non ha mai provato ansia alzi la mano.

Quell’insieme di eventi fisici e mentali che convenzionalmente chiamiamo ansia variano di intensità a seconda della situazione a cui siamo esposti.

Le persone dimostrano una grande variabilità tra loro nell’essere soggetti a stati ansiosi. Quello che cambia è l’intensità, ma le manifestazioni somatiche legate all’ansia non sono infinite. Sono quindi prevedibili e sono simili in tutti gli esseri umani sia che essi vivano in Groenlandia, in Africa, in Asia o in Oceania. Possiamo affermare con una certo grado di sicurezza che lo stato di attivazione del corpo durante una risposta ansiosa svolge una funzione importante. In altre parole l’ansia è utile (Bessel Van Der Kolk (2015) “Il corpo accusa il colpo”)

Immaginate la seguente situazione: siete comodamente seduti in poltrona una sera d’inverno mentre siete soli a casa. Ad un certo punto sentite qualcuno che armeggia alla serratura della vostra porta d’ingresso, poi va via la corrente, la Tv e la luce si spengono…….

Molto probabilmente senza che ve ne rendiate conto il vostro corpo darà alcuni dei seguenti segnali: battito cardiaco accellerato, sensazione di cuore che “batte in gola”, sudorazione, fame d’aria, iperventilazione, respiro corto e sensazione che sia “bloccato nel petto”, pallore, rigidità muscolare ……….

A queste manifestazioni fisiche naturalmente si associano pensieri, dialogo interiore e tendenze all’azione.

Di fronte ad un pericolo il nostro corpo si attiva in tempi velocissimi prima ancora che la mente cosciente si metta in moto. Diventiamo pallidi perché il sangue defluisce dalla superficie della pelle e va nei muscoli, questi diventano rigidi e reattivi, il cuore pompa più forte per far arrivare più sangue lì dove serve e i polmoni lo riforniscono di ossigeno. Siamo pronti alla battaglia.

Nell’esempio citato il nostro stato di attivazione è assolutamente compatibile con la situazione di pericolo descritta, ma cosa succede quando stati psico-fisici simili si manifestano quando siamo tranquillamente sdraiati sul divano, alla guida, su un treno o belli riposati in procinto di alzarci dopo una notte di sonno?

Approfondire e interrogarsi in merito ad un periodo di ansia generalizzata o in seguito ad alcuni episodi di ansia acuta con panico può essere utile. La domanda potrebbe essere più o meno questa: “Di cosa ho paura? A quale battaglia il mio corpo si sta preparando?”

A volte trovare la risposta a questa domanda può non essere semplice ed immediato, ma può avere potenti effetti terapeutici.

Dr. Andrea Mantovani

Psicoterapeuta / Referente Clinico Consultorio Kolbe