No violenza sulle donne

Il Consultorio Kolbe, insieme ad una cordata di altre realtà locali, su iniziativa del Comune di Bolzano, partecipa alla Giornata internazionale della violenza contro le donne.
 
Giovedì 25 novembre l'intera giornata sarà dedicata alla sensibilizzazione sul tema. Come Consultorio Kolbe saremo presenti al Teatro Cristallo di Bolzano per dire no ai femminicidi e alla violenza contro le donne per favorire un cambiamento culturale collettivo.
 
 
Questo il programma presso la piazzetta antistante e nel foyer del Teatro Cristallo:
 
ore 10.00-12.00
Stand di sensibilizzazione con Gea e Casa degli alloggi protetti;
 
ore 10.00-22.00
Installazione artistica di sedie “On Remembrance” a cura di Frauenmarsch-Donne in marcia;
 
ore 19.30-21.00
Stand di sensibilizzazione a cura di Gea, Il Germoglio Sonnenschein, La Strada/Der Weg, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Amnesty International, consultori familiari Kolbe e Aied, Gruppo Frauenmarsch-Donne in marcia, Casa degli alloggi protetti ed il Forum Prevenzione
 
ore 21.00
Al Teatro Cristallo andrà in scena il concerto "Donne in jazz. Stop the violence" con: Greta Marcolongo, Camilla Guerrini, Petra Gruber, Evi Mair, Judith Pixner. Lo spettacolo rientra nell'ambito della rassegna "Racconti di Musica" dell'Associazione L'Obiettivo. Biglietti: 15 euro / 12 euro ridotto con Cristallo Card. Info e prenotazioni: www.teatrocristallo.it
 
Partecipare è facile. Cambiare è possibile. Il Consultorio Kolbe c’è e ci sarà perché è da sempre un punto di riferimento per tutte le donne.
 

 

Che ansia!

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo fatto l’esclamazione contenuta nel titolo.

Chi non ha mai provato ansia alzi la mano.

Quell’insieme di eventi fisici e mentali che convenzionalmente chiamiamo ansia variano di intensità a seconda della situazione a cui siamo esposti.

Le persone dimostrano una grande variabilità tra loro nell’essere soggetti a stati ansiosi. Quello che cambia è l’intensità, ma le manifestazioni somatiche legate all’ansia non sono infinite. Sono quindi prevedibili e sono simili in tutti gli esseri umani sia che essi vivano in Groenlandia, in Africa, in Asia o in Oceania. Possiamo affermare con una certo grado di sicurezza che lo stato di attivazione del corpo durante una risposta ansiosa svolge una funzione importante. In altre parole l’ansia è utile (Bessel Van Der Kolk (2015) “Il corpo accusa il colpo”)

Immaginate la seguente situazione: siete comodamente seduti in poltrona una sera d’inverno mentre siete soli a casa. Ad un certo punto sentite qualcuno che armeggia alla serratura della vostra porta d’ingresso, poi va via la corrente, la Tv e la luce si spengono…….

Molto probabilmente senza che ve ne rendiate conto il vostro corpo darà alcuni dei seguenti segnali: battito cardiaco accellerato, sensazione di cuore che “batte in gola”, sudorazione, fame d’aria, iperventilazione, respiro corto e sensazione che sia “bloccato nel petto”, pallore, rigidità muscolare ……….

A queste manifestazioni fisiche naturalmente si associano pensieri, dialogo interiore e tendenze all’azione.

Di fronte ad un pericolo il nostro corpo si attiva in tempi velocissimi prima ancora che la mente cosciente si metta in moto. Diventiamo pallidi perché il sangue defluisce dalla superficie della pelle e va nei muscoli, questi diventano rigidi e reattivi, il cuore pompa più forte per far arrivare più sangue lì dove serve e i polmoni lo riforniscono di ossigeno. Siamo pronti alla battaglia.

Nell’esempio citato il nostro stato di attivazione è assolutamente compatibile con la situazione di pericolo descritta, ma cosa succede quando stati psico-fisici simili si manifestano quando siamo tranquillamente sdraiati sul divano, alla guida, su un treno o belli riposati in procinto di alzarci dopo una notte di sonno?

Approfondire e interrogarsi in merito ad un periodo di ansia generalizzata o in seguito ad alcuni episodi di ansia acuta con panico può essere utile. La domanda potrebbe essere più o meno questa: “Di cosa ho paura? A quale battaglia il mio corpo si sta preparando?”

A volte trovare la risposta a questa domanda può non essere semplice ed immediato, ma può avere potenti effetti terapeutici.

Dr. Andrea Mantovani

Psicoterapeuta / Referente Clinico Consultorio Kolbe

 

Aspettiamo un figlio

Aspettiamo un figlio. Aggiungi un posto a tavola

Che titolo strano vero?

Sarà capitato a tutti di ritrovarsi tra parenti o amici attorno al tavolo di un bar per fare due chiacchiere.

Immaginate una situazione analoga, siete cinque persone sedute attorno ad un tavolino e state chiacchierando da una mezz’ora, a tratti la conversazione coinvolge tutte e cinque le persone a tratti due persone parlano tra loro ad un lato del tavolo e le altre tre a loro volta parlano tra loro. Si crea un equilibrio ed una familiarità, le persone sono sempre più a loro agio comode sulle loro seggiole.

A questo punto nel bar entra una persona conosciuta da tre persone del tuo gruppo , le viene proposto di unirsi a voi. Si cerca di recuperare un ulteriore seggiola nel locale e questa viene poi aggiunta al vostro tavolo. Per far posto al nuovo arrivato tutti vi spostate un po’ dal vostro posto, qualcuno si alza e sposta la sua seggiola in un altro punto del tavolo.

Ora siete in sei attorno al tavolo, le posizioni si sono leggermente modificate e al tuo fianco ora c’è la persona che prima avevi di fronte, alcuni discorsi sono rimasti in sospeso. Il gruppo attraversa una nuova fase di assestamento per trovare un nuovo equilibrio.

Ovviamente la situazione descritta è solo un modo per aiutare il lettore ad immedesimarsi in una situazione quotidiana; quali sensazioni avete provato? Avete sentito la curiosità di conoscere la persona che si è aggiunta? Avete sentito la fatica di dovervi spostare ed interrompere la conversazione? Avete sentito la leggera ansia di una nuova conoscenza? Cos’altro avete sentito?

Cosa succede quando in una coppia, in una famiglia arriva un bimbo? In un certo senso si avviano processi simili a quelli descritti prima. Certo con implicazioni emotive e psicologiche di ben altra portata. Prepararsi e riflettere su queste dinamiche è possibile e a volte anche auspicabile per ridurre possibili sofferenze e conflittualità.

 

Dr. Andrea Mantovani

Psicoterapeuta / Referente Clinico Consultorio Kolbe

 

Pandemia ed emozioni

Personalmente mai nella vita avevo sperimentato qualcosa di simile a quanto è avvenuto nel corso del 2020. Le restrizioni che si sono rese necessarie ci hanno costretti a comportamenti che mai avremmo pensato di dover assumere. Dall’uso di una mascherina davanti la bocca, alle limitazioni della libertà di movimento, alla convivenza forzata e continuativa o al contrario alla impossibilità di entrare in contatto fisico con persone amate.

L’essere umano ha la meravigliosa capacità di sapersi adattare a tutto e ciò ha costituito nel corso della storia evolutiva sulla terra la sua grande forza; più dei muscoli la nostra vera forza è quella di saperci adattare alle più svariate situazioni.

Così abbiamo tentato di fare durante questa pandemia. Non senza difficoltà e non senza passi falsi.

Dal punto di osservazione privilegiato costituito dall’attività in Consultorio abbiamo potuto entrare in contatto con molte situazioni in cui “l’adattamento alla pandemia” non è stato un processo lineare.

L’ISOLAMENTO del singolo individuo o di un nucleo famigliare è stato un potente detonatore che in alcuni casi ha portato alla luce vissuti emotivi dirompenti.

Il Consultorio è sempre stato presente e pronto a fornire supporto e assistenza. Ciò è avvenuto nella fase acuta e sta avvenendo tutt’ora nella fase post-acuta.

Quali emozioni, quali comportamenti ci sono rimasti dentro? Quali cose abbiamo capito su noi stessi, sui nostri cari, sui nostri colleghi e amici?

Un importante pedagogo e studioso dei processi di apprendimento (Jean Piaget) diceva che quando ci troviamo di fronte ad una nuova conoscenza dobbiamo integrarla nelle conoscenze che già abbiamo e alla fine dovremo ri-organizzare tutto il nostro sapere.

A volte può essere utile confrontarsi con una figura professionale per fare il punto della situazione.

 

Dr. Andrea Mantovani

Psicologo Psicoterapeuta